Lettura dell’Oracle de Belline gratis
Tutti sappiamo che il mazzo di carte del tarocco di Marsiglia è, senza alcun dubbio, il più celebre nella lettura dei tarocchi, e lo è dalla sua creazione fino a oggi. Ma se esso assolve a meraviglia le funzioni esoteriche tanto ricercate dai veggenti, c’è un tarocco che lo supera in valore astrologico: il tarocco di Belline. In effetti, questo mazzo di tarocchi è quasi vicino a un oroscopo, tanto è influenzato dai pianeti del nostro sistema solare e dai segni astrologici dello zodiaco. E la sua storia, così rocambolesca, sarebbe un’ottima sceneggiatura per un film sulla lettura dei tarocchi.
Video di iniziazione all’Oracle de Belline
Storia dell’Oracle de Belline

Se l’universo della chiaroveggenza risale all’epoca dell’antichità, l’arte divinatoria tramite l’interpretazione delle carte è nata in Europa all’epoca del medioevo. In quei tempi remoti in cui la peste e le guerre di religione imperversavano, furono le zingare provenienti da famiglie nomadi rom a importarla dal loro peregrinare attraverso le penisole arabiche.

Grazie al loro presunto dono della chiaroveggenza, queste indovine, che fino ad allora predicevano il futuro attraverso le linee della mano, avevano scoperto molteplici significati e simbologie esoteriche nelle carte da gioco. Le usarono dunque come un nuovo strumento per poter predire il futuro a un soggetto interessato. E conobbero ben presto un grande successo, tanto tutte le classi sociali della popolazione francese vollero farsi leggere le carte per conoscere gli eventi a venire sui loro destini. Senza saperlo davvero, avevano appena creato ciò che oggi chiamiamo la cartomanzia.
Un secolo più tardi, verso il 1550, avevano ancora altrettanto successo quando giunse dall’Italia il primissimo mazzo di tarocchi. Questo mazzo di carte scompigliò un po’ i codici della cartomanzia, poiché le sue carte si spingevano ancora più in là nell’esoterismo, essendo stampate con personaggi e figure soggettive e ambigue legate alla natura umana.

Numerosi veggenti vi si interessarono e persino personalità come Leonardo da Vinci vi prestarono grande attenzione. Verso il 1750, mentre la cartomanzia era in pieno fermento, apparve il tarocco di Marsiglia, che sarebbe diventato il più celebre mazzo di tarocchi al mondo.
Basato su quello importato dall’Italia, era composto da 78 carte e la sua singolarità è che era diviso in 22 arcani maggiori e 56 minori. E tutte queste lame avevano la loro parte da dire durante una stesa divinatoria.

All’inizio del XIX secolo, Mlle Lenormand era una delle veggenti più rinomate di Parigi e delle province di Francia. Praticava naturalmente i suoi doni con l’aiuto del tarocco di Marsiglia, ma pensava sempre più a realizzare un nuovo mazzo di tarocchi che fosse ancora più influenzato dall’astrologia e dall’astronomia.

Ne concepì allora il design e disegnò numerosi schizzi, ma fu il suo discepolo Jules Charles-Ernest Billaudot, detto Edmond il mago, a doversi incaricare di finalizzarlo per una futura commercializzazione.
Va detto che anche il mago Edmond fu molto rinomato a Parigi come veggente e che aveva consultanti celebri quanto Alexandre Dumas, Victor Hugo oppure Napoleone III.
Purtroppo, questo nuovo mazzo di tarocchi al quale lavorò per lunghi mesi non vide mai la luce, perlomeno non in quel momento. Finì, infatti, alla morte di Mlle Lenormand, in fondo a un baule nel solaio del suo atelier.

Vi dormirà per quasi un secolo, quando per il più grande dei casi, un veggente alquanto fallito di nome Marcel Forget, detto Belline, lo scoprì. Molto incuriosito, Belline si mise a studiarlo, a rinnovarlo e a finalizzarlo rendendolo più personale.
Poi, spinto da un’energia sconosciuta, lo fece stampare e lo commercializzò con il nome di Oracle de Belline e nella forma che gli conosciamo ancora oggi, vale a dire, racchiuso in una scatola dai colori nero e oro.
Sarà la fortuna della sua nuova vita, perché passò all’improvviso dall’anonimato a una totale celebrità, grazie al successo insperato di questo nuovo mazzo di tarocchi.
Come imparare l’Oracle de Belline
L’Oracle de Belline è un po’ più complicato da imparare rispetto al mazzo del tarocco di Marsiglia. Ecco perché è dapprima consigliato iniziare da quest’ultimo prima di avvicinarsi agli Oracoli. Una volta fatto ciò, occorrerà allora approfondire ciascuna delle 53 carte contenute nell’Oracolo.

Hanno tutte un significato proprio e sono collegate per famiglie ai pianeti del nostro sistema solare, nonché ai 12 segni astrologici dello zodiaco.


Le loro raffigurazioni ci parlano di un’epoca tramontata, che è ben lontana da ciò che viviamo oggi con le nuove tecnologie, ed è per questo che non saranno così semplici da analizzare. Occorrerà allora aiutarsi con un libro esplicito sull’argomento, o con una formazione online tramite un sito web a esse dedicato.
In ogni caso, imparare a decifrare l’Oracle de Belline passerà attraverso lo studio di situazioni problematiche e dunque per forza psicologiche su questioni di ordine professionale, di relazione di coppia o di salute cagionevole. Sarà anche consigliato, durante questo apprendimento, di evitare di porre alle carte domande troppo ampie, ma piuttosto di scomporre tali domande in più sotto-domande per una migliore interpretazione di queste ultime.
Imparare l’Oracle de Belline significa mettersi al servizio di un consultante per renderlo partecipe dello sviluppo personale della sua vita e predirgli eventi a venire nel suo destino. E ciò per mezzo di stese divinatorie.
Alcuni esempi di altri Oracoli divinatori nella lettura dei tarocchi
L’Oracle de Belline dell’amore
È un tarocco dalla stesa abbastanza semplice, spesso realizzata a croce, a partire da 4 o 5 carte pescate. Come indica il suo nome, questa stesa divinatoria avrà per tema i sentimenti amorosi e le relazioni a volte complicate che possono insorgere all’interno di una coppia.

Le domande del consultante dovranno dunque essere orientate verso le sensazioni personali che lo fanno dubitare nella sua vita amorosa di tutti i giorni. Le carte dell’Oracle de Belline saranno perfette per rispondere alle sue aspettative e tirarlo fuori da un’impasse che potrebbe nuocere alla sua coppia.
L’Oracle de Gé
Questo Oracolo ispirato a quello di Belline è esemplare per rendere partecipe un consultante delle sue sensazioni attuali, anche se sono sepolte nel suo subconscio. Le carte pescate durante l’Oracle de Gé gli parleranno di obiettivi che vorrebbe raggiungere nei suoi desideri inconfessati e del modo migliore per arrivarci.

È una stesa molto istintiva, che si serve delle lame di ciascuna delle 4 stagioni e di 8 personaggi chiave tra le carte in essa comprese.
L’Oracle de la Triade
Derivato dall’Oracle de Belline, quello della Triade si compone di 57 carte. È molto ispirato dalla numerologia, dalla geometria oppure dall’astrologia.

Ciascuna delle carte possiede un’illustrazione forte, ma anche un nome dei più evocativi che aiuterà la cartomante a cogliere meglio le loro simbologie durante le loro interpretazioni. Pur essendo altrettanto efficace per le predizioni del futuro, si dice spesso che l’Oracle de la Triade sia perfetto per chi desidera cominciare.
Gli Oracoli divinatori
Sono numerosi e il loro elenco potrebbe sembrare senza fine. Ciò che bisogna sapere degli Oracoli divinatori, è che sono ancora più sottili nel loro approccio alla psicologia rispetto ai vari mazzi di tarocchi.
Se il loro scopo è proprio lo stesso, quello di poter predire eventi a venire nel destino di un consultante, la loro risposta sarà più incentrata sulla sua personalità e sulle sue numerose particolarità.

Degli Oracoli divinatori si dice che la loro risposta è luminosa e quasi divina.
Le carte dell’Oracle de Belline
Il mazzo di carte divinatorie dell’Oracle de Belline si compone di 53 lame. È molto influenzato dal mazzo del tarocco di Marsiglia, ma la sua particolarità è di essere in correlazione con l’astrologia e in particolare con i pianeti che fanno parte del nostro sistema solare.
Ciascuna di queste carte ha una forte connotazione esoterica e tutte hanno rivelazioni da fare sulla personalità del consultante e su eventi a venire nel suo destino, durante una stesa divinatoria.
Se l’interpretazione di queste lame è un po’ più complessa di quelle del tarocco di Marsiglia, è perché sviluppano ancora più a fondo la psicologia del soggetto interessato.
Queste 53 lame sono composte da 4 carte dette maggiori in una stesa.

Si tratta della cosiddetta carta Blu, che ha la portata più simbolica nel fatto che amplifica le rivelazioni positive quando appare.
Viene poi la carta del destino, che rappresenta, sotto forma di chiave, la soluzione da apportare a ogni problema.

Poi, quella della Stella dell’uomo, che incarna il lato maschile, e la Stella della donna, tutto ciò che si riferisce al femminile.
Poi vi si trovano le 49 altre carte, divise in 7 famiglie di 7 lame, che portano tutte il nome di un pianeta.

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